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2 feb 2015

Alla scoperta! #1 Le Terre di Bor


In "La lince del vespro", prima parte della saga, le vicende si svolgono nelle Terre di Bor.

Eccovi un piccolo estratto:



"...Le Terre di Bor erano terre brulle, fredde, dove pioveva tutto l’anno, d’inverno come d’estate. Solo la costa e il sud del regno conoscevano la bella stagione. La famiglia dei Loeth era sovrana ma non possedeva immense ricchezze, le Terre di Bor non erano fertili e, a eccezione di qualche pianura del sud, erano terre montuose e selvagge che hanno dato i natali a grandi fabbri, ad abili armaioli e insuperabili carpentieri. Quella era l’unica ricchezza di Bor: i suoi artigiani.
Il regno di Marcus era modesto, soprattutto a causa della grande differenza che permaneva tra il nord e il sud. La pioggia e la nebbia, presenti nel nord quasi tutti i giorni dell’anno, intristivano e debilitavano la popolazione che non prosperava, si nutriva male e poco, e soffriva le angherie del freddo che d’inverno si faceva feroce e implacabile. La neve e il freddo annichilivano tutto, le montagne divenivano inaccessibili e impenetrabili, le alte cime dei Monti Nebbiosi e della Catena, impraticabili. A sud e lungo la costa, il clima era invece più dolce, i villaggi più ricchi per il florido commercio e le persone più laboriose.
Anche se il popolo era orgoglioso del proprio sovrano e lo stimava, il reame di Marcus era un regno triste, di persone insoddisfatte. In passato in molti avevano lasciato quelle terre per andare al di là del mare dove c’erano colture esotiche, il sole e le belle giornate. Quel periodo della storia del regno era stato chiamato Esodo. Fu Marcus a porvi fine stabilendo leggi specifiche che regolassero l’espatrio. Una di queste imponeva a chiunque volesse lasciare il regno di farlo attraverso uno dei suoi porti principali e solo dopo aver presentato all’ufficiale del porto un permesso con il sigillo reale. Marcus li aveva concessi solo per motivi di commercio, mai per motivi personali, ma non erano mancati i tentativi di fuga di persone che s’imbarcavano come clandestini. Chi aveva tenuto un clandestino a bordo, anche se ignaro della sua presenza, era stato severamente punito, e ora nessuno più osava violare la legge..."



Uno dei primi commenti al romanzo è stato "Mamma mia, ma piove sempre e fa freddo, che postaccio!".

È così, le Terre di Bor sono una regione inospitale, quindi prendete una calda tisana, una coperta e accucciatevi. Viaggerete insieme ai protagonisti su montagne inospitali, per foreste spettrali, e non ci sarà un caldo ricovero a riscaldarvi, anche il Vecchio Palazzo dei Loeth e il castello sono freddi e umidi.



"...Brunilde odiava la pioggia, l’umidità le faceva irrigidire le articolazioni e raggelare le ossa. La lana e le pellicce non erano mai abbastanza; riusciva a provare sollievo solo vicino al camino. Vi aveva passato vicino un giorno intero, raggomitolata sulla vecchia sedia a dondolo, a smaltire la rabbia e l’offesa subita..."




Essere nati in un luogo freddo non significa tollerarlo bene. Poi si sa, le donne patiscono più degli uomini!


"...Non c’erano pellicce che potevano smorzare la morsa del gelo, quando l’inverno sfogava la sua furia nel nord di Bor, anche il fuoco sembrava perdere vigore. Maddy era cresciuta a Bor, sapeva quanto il vento sferzasse con violenza quelle terre e quelle cime. Nella piccola casa in cui era cresciuta, che contava un’unica stanza, era riuscita a star bene, ma non lì in quel castello, dove il freddo che penetrava tra le imposte e dalle canne fumarie dei camini aveva sempre la meglio sul calore delle fiamme. Stretta nei suoi abiti e nelle pellicce che indossava, tremava come nel mezzo di una tormenta, anelando il calore del fuoco come un pesciolino che desidera tornare in acqua.
Marcus notò il malessere della ragazza, si avvicinò e la strinse tra le braccia: fuori nevicava a grandi fiocchi e tirava un vento impetuoso; non esistevano più i colori, tutto fuori dalle finestre era bianco e immacolato.
Maddy non si tirò indietro, tra le braccia di Marcus riuscì finalmente ad assaggiare un pizzico di sollievo..."



C'è il sole e un attimo dopo piove. Poi tira il vento, si placa; poi la neve, una tormenta, poi di nuovo pioggia. Ecco com'è il clima: imprevedibile. Anche a sud, a est, sulla costa, è così, con l'unica differenza che la temperatura è resa più mite dalla vicinanza del mare.



E il territorio?I monti della Catena a ovest e i Monti Nebbiosi a nord la fanno da padrone, come giganti si ergono con le loro cime impraticabili. La Foresta Meridionale per grandezza è la più grande del regno, ma come storia ce n'è una che supera tutte.
Non vi dico quale, lo scoprirete leggendo.

Stringetevi forte nei vostri mantelli e buon viaggio!

Miriam B.



Immagini di ©Andre'Kosslick
http://andrekosslick.deviantart.com/
















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