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3 mar 2015

"Limae labor et mora"

Ho colto l'occasione di dover impaginare per la versione stampata per rileggere, ancora una volta, "La lince del vespro". Questo farà slittare la data di uscita della versione cartacea, ma garantirà una copia al 99% priva di errori di battitura.
In verità, sino ad ora, non ho dovuto correggere molto e, anche se si tratta prevalentemente di errori di battitura, voglio essere certa che i miei lettori si ritrovino dinanzi a una forma perfetta.
Anche l'ebook verrà aggiornato, non esistono figli di serie a e di serie b.


Chi mi sente parlare dell'ennesima rilettura, sorride e mi dà per matta! Un po' forse lo sono, forse è l'insicurezza, forse è il desiderio di essere all'altezza, di offrire un lavoro di qualità.
Sono pretenziosa quando leggo e la mia coerenza mi spinge ad agire di conseguenza.

Cosa è cambiato? Nulla. Solo errori di battitura corretti.
Ero davvero sicura quel lontano 17 gennaio di aver davanti una copia perfetta, ma mi sbagliavo, sono più di quattrocento pagine e a volte qualcosa sfugge.

Mi sono data una tabella di marcia. Impaginerò due capitoli al giorno e al contempo li rileggerò alla ricerca di qualcosa che non va.
No, non mi stanco di rileggerlo ancora una volta.
Peccato che io non abbia più i file delle prime versioni, sarebbe stato divertente mostrarvi come è mutato il romanzo nel tempo. 
Ho la prima stampa però e non l'ho buttata. Rappresenta per me un bel ricordo, è strapiena di appunti a matita, a penna, sottolineature, post-it e riferimenti al quaderno, dove scrivevo le integrazioni e le modifiche.
Non ho buttato nemmeno i quaderni, sono ricordi a me molto cari.

Un anno fa, di questi tempi, cominciavo la stesura del secondo romanzo.
Ricordo che inizialmente arrancavo, non avevo ben chiara la linea guida, poi ho deciso di lasciar fare alla fantasia.

Regina, maestra, dea dello scrittore. Ti ho seguito, alla cieca, mi dettavi le parole, spingevi le mie dita sulla tastiera e di notte mi tormentavi, mi spingevi ad accendere la luce e a scrivere, ad annotare, a modificare.
Il secondo romanzo l'ho scritto in circa due mesi di attività intensa e continua. Non c'era da ragionare, l'ho scritto di impeto, di getto e alla fine, alla prima rilettura, sono rimasta stupita di quanto fossi stata una furia cieca nel mettere per iscritto quello che la dea delle parole mi portava alla mente.
Durante l'estate non ho scritto molto, il caldo è la mia nemesi e ha rallentato il mio lavoro.

Ora, dopo tanto, ho ripreso in mano il secondo romanzo e... cavolo, ce n'è di lavoro da fare!
Sarà meno difficile rispetto al primo, ho acquisito esperienza, spulciato fino all'ultimo post su siti specializzati, conosco di più e meglio. Come Maddy, dopo due anni dal litigio con Adrian, ora sono più sicura, non dubito, non esito.

Se oggi i miei romanzi sono sintatticamente e grammaticalmente sufficientemente corretti, non lo devo solo agli studi e ai bambini del doposcuola (con loro ripeto regole che avevo completamente dimenticato!), ma ad alcuni siti web che hanno rinfrescato le mie nozioni sulla grammatica, la sintassi e la punteggiatura.
Chi scrive non deve mai essere presuntuoso: leggi e impara, non fermarti mai.

Tra tutti mi sento di segnalare questo http://www.accademiadellacrusca.it/it/copertina.
A tutti capita di essere insicuri, di chiedersi se sia più corretto dire "fuori di o fuori da". Beh, questo sito non manca proprio di nulla!
Come vocabolario e dizionario di sinonimi, il migliore, a mio parere è questo http://www.treccani.it/. Dolce compagno di pomeriggi passati!
Non esiste labor limae senza gli strumenti adatti. La perfezione però non va ricercata solo nella forma, anche i contenuti devono mantenere sempre una certa coerenza, con la storia, con i personaggi e i fatti, presenti e passati.

Perché dico tutto questo? Perché chi legge, e fino a qualche tempo fa leggevo tanto anche io ma scrivevo solo per svago, a volte ignora il lavoro che c'è dietro un libro.
Che sia di cento o cinquecento pagine, è alla stregua di un'opera pittorica, di una scultura, di una qualsiasi forma d'arte. Rispettate, rispettiamo sempre il lavoro dello scrittore.
Che sia un Ken Follet da milioni di copie o il Mister X da 99cent. su Amazon, rispettiamo sempre il lavoro di chi ha dedicato il proprio tempo e le proprie risorse. Certo, la storia può piacere come non piacere, ma apprezziamo e riconosciamo sempre il grande impegno dell'autore.
Vale per i libri, per i film, i documentari, i videogames, vale per tutto.

Non posso garantirvi la perfezione, ma vi prometto che c'è e ci sarà sempre da parte mia dedizione e attenzione.

Non stanchiamoci mai. 
Come diceva Orazio, limae labor et mora.

Miriam B.

Immagine di © 6kart
http://6kart.deviantart.com/
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