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29 ago 2016

Al via il rush finale!

Vacanze finite! Da oggi ritorno a essere un "animaletto" più notturno che diurno.
Il caldo è ancora intenso e fastidioso, le ore più fresche della sera si prestano bene a essere spese per il lavoro di editing che mi aspetta, e sarà quindi quando il sole sarà scomparso all'orizzone che aprirò la mia cartella "Book" e riprenderò a lavorare su "La luce di Estar". Spero di poter godere nei prossimi giorni di giornate più fresche e (magari!) piovose così da potergli dedicare anche qualche ora nel pomeriggio.

Come sono andate le vacanze?
Le mie, bene. Dopo tanti anni durante i quali avevo preferito la montagna al mare, non pensavo di trovarmi così a mio agio in acqua. Temevo di ritrovarmi un po' "Aleksandra", e invece il mio spirito era più "Evelyn" di quanto potessi immaginare! (Ogni riferimento al capitolo XV de "L'occhio di drago" è puramente casuale...)
Non è stato facile non dedicare nemmeno un pensiero al mio ultimo libro. Volevo la mente libera, volevo quasi dimenticarlo, così da riprendere a mente sgombra, pronta a individuare ogni più piccola incoerenza con i fatti in precedenza narrati.
Sono riuscita a non pensarci per un po' fino a che un pomeriggio, mentre imbronciata per chissà quale motivo provavo a costruire con i sassolini della spiaggia una "Stonehenge" in miniatura, ho ricordato una piccola parte... 
I miei personaggi e la mia storia mi sono tornati alla mente e ho sentito la loro mancanza davvero tanto!

Capitolo VII. Brin.
"L'occhio di drago"...

"Ora Tristan era solo e aveva voglia di godersi un attimo di libertà. Sedette sulla sabbia della spiaggia e iniziò a osservare il mare davanti a sé. Nulla per lui era più rilassante del guardare il mare. Fissava il suo azzurro orizzonte, lanciando sassolini verso l’acqua increspata dalle onde.
L’ultima volta che aveva sentito l’aria salmastra del mare sfiorargli il volto era stato durante una lontana estate. Dopo una lunga giornata di allenamento con la spada, era stata concessa a lui e a Evelyn piena libertà fino al tramonto. All’epoca erano due ragazzi, nemmeno ventenni. Non ci avevano pensato su un attimo e avevano corso sulla sabbia, si erano liberati dei vestiti e si erano lanciati in acqua. Avevano nuotato a largo, gareggiando e scommettendo su chi sarebbe stato il primo a raggiungere la secca. Aveva vinto Tristan. Ricordava ancora il volto della sorella imbronciato per la sconfitta. Per non darle un dispiacere, avevano fatto un’altra gara, e al ritorno l’aveva lasciata vincere. La ricordò fiera e sorridente, bagnata e nuda alla luce del sole che tramontava. Poi il precettore l’aveva invitata a coprirsi, perché una principessa mai dovrebbe mostrare le sue nudità. Evelyn aveva messo di nuovo il broncio e Tristan l’aveva vista discutere in riva al mare, con il suo fare capriccioso e ribelle.
Le nuvole ora cominciavano ad assumere sfumature tra il rosa e il rosso, il pomeriggio volgeva al termine.
Anche allora le nuvole erano di quel colore. Tristan si era steso a braccia larghe sull’acqua e aveva osservato quelle spumose abitanti del cielo prendere forme diverse. Udiva Evelyn che gridava il suo nome, che lo invitava a tornare a riva, che ordinava al precettore di riportarlo da lei.
Tristan si alzò e, scrollata la sabbia dalle mani e dagli abiti, si diresse in direzione del centro della città. Evelyn era sempre stata capricciosa, da bambina, da ragazza, lo era tuttora. Era difficile dirle di no, molto spesso non bastava, era caparbia. Se voleva una cosa, faceva di tutto per ottenerla. Erano nati uniti come un unico essere, erano cresciuti l’uno all’ombra dell’altro, si volevano bene, ma quei tempi erano lontani. Per quanto Tristan sentisse forte la sua mancanza, sapeva che era un bene che questa volta non fossero partiti insieme. Avevano venticinque anni, era arrivato il momento di dividere le loro vite così a lungo intrecciate tra loro. 
Il sole era quasi tramontato, la città andava illuminandosi della luce delle lanterne..."

Non vedevo l'ora di riprendere! Quanto mi mancavano! 

Ho resistito, ce l'ho fatta, mi sono goduta le ore di lettura mantenendo la promessa che mi ero fatta di non scrivere nulla... ma solo fino a qualche giorno fa!
La settimana scorsa non ho resistito alla tentazione e ho scritto qualche paginetta "alla vecchia maniera", cioè con carta e penna. Come accennai tempo fa sul mio profilo facebook, la prossima storia, che spero diventerà un nuovo libro, parlerà di "immortalità" e sarà una nuova avventura fantasy, questa volta autoconclusiva. Per adesso ho solo delineato il carattere del protagonista e ho abbozzato il prologo e lo schema dell'intreccio. Ammetto che sono stata tentata di lavorarci su, ma mi sono forzata a rimandare e a preferire la lettura alla scrittura, così da conservare tutte le energie per "La luce di Estar".
Mi sento molto motivata, soprattutto grazie ai riscontri positivi che ho ricevuto durante i mesi estivi. Non ho ricevuto nessuna nuova recensione, ma il numero di copie vendute e le tantissime pagine lette su Kindle Unlimited de "L'occhio di drago" mi hanno fatto capire che le persone che hanno letto "La lince del vespro" l'hanno apprezzato, tanto da acquistare anche la seconda parte. La prova del nove definitiva l'avrò con la terza e ultima, ma non è ora questo il momento di pensarci!

Ricomincio quindi a lavorare sul mio libro meno pallida, un po' più rincuorata, e ringraziando tutti quelli che hanno trascorso le loro vacanze estive, in particolare il mese di agosto, in compagnia della mia storia. Spero di potervi regalare un seguito e un finale all'altezza (se non di più!) dei precedenti, garantendovi sempre il mio massimo impegno.

Intanto il sole è calato.
La finestra è aperta.
Doppio click sul file...
Il cursore lampeggia.
Si riprende!

Miriam B.


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