Pagine

18 ott 2016

Emozioni in Bianco e Nero 2016

Era il mese di aprile quando decisi di inviare un mio vecchio racconto, "La voce dell'anima", al Concorso Letterario Internazionale “EMOZIONI IN BIANCO E NERO – fiabe, poesie, racconti…storie di carta” indetto dalle Edizioni del Poggio. Prima di allora non avevo mai partecipato a un concorso indetto da una casa editrice, era la prima volta. Il motivo principale che mi spinse a inviarlo fu quello di poter ricevere una conferma per le mie qualità. Amici e parenti sono lettori poco affidabili nei loro giudizi, volevo affidarmi al parere di una giuria esterna e disinteressata. Non mi ingolosivano i premi (anche se molto belli!), ma solo il giudizio super partes e la possibilità di poter essere tra coloro che avrebbero visto pubblicata sull'antologia la propria opera.



Sono trascorsi circa sei mesi da quella decisione e solo lunedì scorso ho conosciuto l'esito del concorso. Per una settimana intera sono stata tormentata dall'idea che ci fosse stato un errore, ma quando domenica ho sentito chiamare il mio nome e sono salita sul palco a ritirare il premio, solo allora e in quel momento, ho realizzato che era tutto reale. 
Il mio racconto è piaciuto tanto da vincere il secondo premio nella sezione "racconti"!
Le parole della docente universitaria Maria Rosaria Matrella, presidente della giuria e incaricata della redazione delle motivazioni che hanno spinto la giuria ad apprezzare tra i tantissimi racconti giunti il mio, sono state per me motivo di grande orgoglio. Ascoltare le sue parole è stato per me il momento più emozionante della serata.

Oltre alla soddisfazione personale, immensa, che ha dato una bella scossa alla mia enorme insicurezza, serberò sempre il ricordo delle tante persone che hanno trasformato una grigia serata di autunno in una colorata e frizzante.
Sul palco ero sopraffatta dalla commozione, quindi voglio rinnovare tramite questo post i miei più sinceri ringraziamenti che vanno:
- alla giuria, composta dalla prof.ssa Maria Rosaria Matrella, dal giornalista scrittore Giucar Marcone, dalla prof.ssa  Antonia Frazzano e dalla prof.ssa Antonietta Zangardi
- al dott. Giuseppe Tozzi, direttore della casa editrice "Edizioni del Poggio" e ideatore del concorso
-a tutti gli ospiti presenti, per il loro calore; agli altri finalisti, giunti da tutta Italia, per aver condiviso con me gioie ed emozioni; e ai "Peppi", per avermi accompagnata.

Chi ha assistito alla cerimonia di premiazione (io ero troppo emozionata per potermela gustare...) ha goduto di un evento semplice, divertente, impreziosito da bella musica e dagli interventi di Giovanni De Girolamo, che ha declamato alcune sue poesie e quelle dei vincitori. Sono intervenuti il sindaco di Poggio Imperiale e alcuni assessori, giornalisti ed esponenti del mondo della cultura. Si è creata una splendida atmosfera, che dopo le 21.00 ha cambiato scenario: tutti abbiamo lasciato il teatro della scuola, dove si era tenuta la cerimonia di premiazione, e ci siamo trasferiti nel ristorante La Conchiglia di Lesina. Abbiamo festeggiato, parlato dei progetti futuri, e alla fine ci siami salutati con un grande arrivederci e con l'augurio di future collaborazioni.

Ci tengo a sottolineare la serietà delle Edizioni del Poggio, una piccola realtà che dovrebbe essere d'esempio per tante case editrici che oggigiorno hanno come unico scopo il guadagno e i numeri. Tutto si è svolto nella massima trasparenza, tutti i partecipanti alla cerimonia hanno ricevuto i loro premi (un computer portatile per i primi, un televisore per i secondi e uno smartphone per i terzi), un attestato e una medaglia. Noi donne abbiamo ricevuto anche una splendida rosa rossa che intendo seccare e conservare nel ricordo della splendida serata trascorsa.

Ora manca un ultimo mattoncino, cioè vedere finalmente il lavoro mio e dei primi trenta delle diverse sezioni pubblicati nell'antologia che a breve sarà mandata in stampa, così da completare con la lettura questo caleidoscopio di emozioni, che non sono state affatto "in bianco e nero" ma ricche di colori e sfumature, speciali e indimenticabili.

Miriam B.