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19 ott 2017

Orrore al Sole 2017

In questo 2017 è successo un po' di tutto, più nella mia testa che fuori.
Ammetto di aver mollato un po', schiacciata da un'insicurezza che troppo spesso mi costringe a fare un passo indietro e mai uno in avanti.
Ho riletto ancora "Il dono dell'Imperatore", perché la mancanza di perfezione mi logora.
Ho iniziato un nuovo romanzo, ma con la mente sempre un po' più di là che di qua.
Ho letto moltissimo. Soprattutto quest'estate. Il caldo è come sempre il mio nemico numero uno (per stare bene dovrei vivere in un eterno e piovoso autunno) . Mi era impossibile scrivere al computer, ogni tanto scarabocchiavo qualcosa, ma nulla mi soddisfaceva.
Ricordo un giorno in particolare (e lo ricordo per un motivo ben preciso!), in cui ero stesa sul letto, ipotesa e anche un po' confusa: la notte prima avevo dormito poco a causa del caldo, ma come spesso accade prima di addormentarmi, mentre il corpo è alla continua ricerca del tanto desiderato riposo, la mente viaggia lontano.
Non era un sogno; non era nemmeno una visione.
Quello che ho visto, l'ho visto con più dettagli anche la mattina seguente; così, anche se non al meglio delle mie facoltà, ho deciso di mettere tutto nero su bianco.
Non avevo in mente un titolo, così scrissi solo "Caldonto n.1".
Quel "caldonto" ha assunto una forma, anche se breve, che calzava perfettamente con il concorso indetto dal portale www.letteraturahorror.it. Gli ho dato un titolo, "Si spengono le stelle", e l'ho inviato.




Oggi, per puro caso (ormai è una consuetudine!), ho saputo che quel "caldonto" è stato letto, apprezzato e selezionato per far parte dell'antologia horror "Orrore al Sole 2017". Nato come una sorta di "visione" e cresciuto per un massimo di 4000 battute (questo era il limite richiesto), da caldonto è diventato racconto.
Mai avrei immaginato di riuscire a scrivere qualcosa di sensato con così poche parole a disposizione! Ma ce l'ho fatta, sono orgogliosa di me. Soprattutto perché ho messo alla prova me stessa su qualcosa di mai provato prima: narrazione in prima persona, al presente.
Credo di aver consolidato abbastanza la scrittura al passato in terza persona; con qualche racconto ho affinato la narrazione in prima persona, ma prediligendo sempre come tempo verbale il passato.
"Si spengono le stelle" è il mio primo scritto con narrazione al presente, in prima persona.
Inizia così:

"Avevo gli occhi chiusi. Il sole mi baciava e il mare mi cullava.
Era solo un attimo fa.
Sono ancora steso sul mio materassino color rosso e blu, ma c’è ora la luna maliosa a fissarmi."




Lo vedete quel "ma c'è ora"?
Un po' di quella poca lucidità mentale, quel giorno, l'ho persa proprio in questo punto qui, arrovellandomi indecisa su dove piazzare quel "c'è": prima o dopo "ora"?
Credo di aver trascorso più tempo analizzando questo punto che nello scrivere tutto il resto!
In italiano non esistono regole ferree come in altre lingue (come ad esempio in inglese) sull'ordine delle parole all'interno di una frase, si può fare un po' di tutto, ben consci però che lo spostamento di una parola può determinare un senso completamente diverso a ciò che si vuole far intendere (sempre entro certi limiti!).
Molto spesso pecco di arcaismi (mea culpa, ho letto molti classici e pochissimi romanzi contemporanei), anche nella struttura della frase tendo a mantenere un ordine un po' "yodesco" (In esilio devo andare, fallito io ho!). Non immaginate nemmeno quante situazioni simili ho riscontrato nelle interminabili ore di  editing su "Il dono dell'Imperatore"!
Come fare?
Beh, quando la sempre benedetta Accademia della Crusca e la Treccani non riescono a illuminare la mia mente contorta, allora mi affido al mio istinto. Un istinto che, ahimè, non è mai sempre lo stesso.
Cosa significa? Questo: se il mio istinto, il mio gusto personale, il mio orecchio mi dicono che quel giorno, in quel momento, quella frase suona meglio e mi sembra più corretta scritta in un determinato modo, il giorno dopo (forse anche due o tre ore dopo) potrebbe dirmi l'esatto contrario.
Questo è il motivo per cui mi sono imposta, tassativamente, di non rileggere più "Il dono dell'Imperatore", i cui file aggiornati sono arrivata a caricarli su Amazon con una media di una volta ogni due giorni.
Credo che non esistano due copie identiche di quella trilogia: una virgola, un avverbio, una parola prima dell'altra; sono tantissime le differenze. Mi è capitato anche di trovare errori; il pensiero che ce ne fossero ancora, e che io non ne trovassi, mi faceva impazzire!
Sì, sono impazzita.
L'unica soluzione era smettere.

Così ho fatto con questo caldonto. Mi sono detta "basta rileggere, altrimenti tra un'ora riscriverai tutto da capo!"
L'ho inviato, un click e via; ed ora eccolo qua, in questa antologia!




Per chi fosse interessato alla lettura, l'antologia è disponibile in formato cartaceo su Lulu.com a questo indirizzo http://www.lulu.com/shop/letteratura-horror/orrore-al-sole-2017/paperback/product-23375503.html e in formato ebook su Amazon https://www.amazon.it/dp/B076KLTVTQ/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1508427525&sr=1-1&keywords=orrore+al+sole.

Se la primavera è la stagione del boom per "Il dono dell'Imperatore", l'autunno è quella dei concorsi.
Avevo bisogno di un sorriso, giusto ieri aspettavo un segno che mi convincesse ad andare avanti e ad avere fiducia nelle mie capacità.
Posso dire che è arrivato.

Miriam B.